• zen
  • benessere
  • Benessere Totale.

    i segreti dello stare bene
  • Salute e Benessere

    uno staff preparato per farti stare bene...
Stampa

Cardiologia: Prevenire più che curare...

Postato in Cardiologia

prevenzioneAbbiamo sentito parlare tante volte di prevenzione che forse, per una “controrisposta “ perdiamo quasi interesse a questo importantissimo concetto basilare per mantenere o raggiungere il benessere. Prevenire vuol dire intervenire sui fattori di rischio, l’ambito cardiovascolare è quello in cui maggiormente si è studiato.

I fattori di rischio sono quelle caratteristiche (abitudini e stile di vita, esposizione ambientale, genetica) che, se presenti in un soggetto esente da manifestazioni cliniche della malattia, predicono la probabilità di ammalare in un certo periodo di tempo. Sono causati soprattutto dall’esposizione a comportamenti e stili di vita non salutari: alimentazione non corretta, abitudine al fumo, inattività fisica. Del resto sempre più , ed anche nell’ultima stesura del recente Decreto “ Balduzzi “ sulla sanità è stato dato un peso di estrema rilevanza alla “ guerra” ai fattori di rischio.

Anche l’approccio basato sulla diagnosi precoce (forma questa definita prevenzione secondaria) o sulla terapia con farmaci non può prescindere dal correggere abitudini alterate Gli studiosi della materia hanno definito con precisione i livelli d e le definizioni dei fattori di rischio suddividendoli

in FATTORI NON MODIFICABILI e MODIFICABILI.

Come si vede alcuni fattori di rischio sono detti NON MODIFICABILI quali

• età: il rischio aumenta progressivamente con l'avanzare dell'età
• sesso maschile: gli uomini sono più a rischio delle donne. Nella donna il rischio aumenta sensibilmente dopo la menopausa
• familiarità: parenti con eventi cardiovascolari in età giovanile (meno di 55 anni negli uomini e di 65 nelle donne).

E FATTORI MODIFICABILI

• Ipertesione: pressione arteriosa sistolica maggiore di 140 mmHg e/o diastolica superiore a 90 mmHg
• Ipercolesterolemia: valore di colesterolemia superiore a 200 mg/dl 
• Diabete: glicemia ≥126 mg/dl.

Sindrome metabolica: presenza di tre o più delle seguenti componenti:

• obesità centrale (circonferenza vita >102 cm negli uomini e >88 cm nelle donne) 
• alterata regolazione della glicemia (glicemia a digiuno ≥110 mg/dl) o pregressa diagnosi di diabete
• trigliceridemia elevata (≥150 mg/dl)
• colesterolemia - HDL bassa (<40 mg/dl negli uomini e <50 mg/dl nelle donne)
• pressione arteriosa elevata (≥130/85 mmHg) o in trattamento antipertensivo.
Abitudine al fumo: viene considerato fumatore chi fuma anche solo una sigaretta al giorno, a settimana o al mese; non fumatori ed ex fumatori sono considerate quelle persone che hanno smesso di fumare da almeno un anno.
Sovrappeso: indice di massa corporea 25,0-29,9 Kg/m².( l’indice di massa corporea- IMC- si calcola dividendo il valore il peso in Kgr per altezza( in m) al quadrato )
Obesità: indice di massa corporea (IMC) ≥ 30 Kg/m².

Adiposità addominale:
• circonferenza vita > 102 cm negli uomini e 88 cm nelle donne pancia-gonfia
• rapporto vita/fianchi > 0,95 negli uomini e 0,85 nelle donne.
Sedentarietà: riguarda la sedentarietà nel tempo libero e nell’attività lavorativa.
Su questi ultimi possiamo agire , Come?
• Smettendo di fumare.
Il fumo, dopo l’età, è il fattore più importante nell’aumento del rischio cardiovascolare. Già dopo pochi anni dall’aver smesso, il rischio cardiovascolare si riduce in modo rilevante. È dannoso sia il fumo attivo che quello passivo.
• Seguendo una sana alimentazione.
Un’alimentazione varia che prevede un regolare consumo di pesce (almeno 2 volte alla settimana), un limitato consumo di grassi di origine animale (carne, burro, formaggi, latte intero), povera di sodio (contenuto nel sale) e ricca di fibre (verdura, frutta, legumi) mantiene a un livello favorevole la colesterolemia e la pressione arteriosa.
• Svolgendo attività fisica.
L’esercizio fisico regolare rafforza il cuore e migliora la circolazione del sangue. Non è necessario fare sport o svolgere attività particolarmente faticose: è sufficiente camminare per 30 minuti al giorno e, se possibile, salire le scale a piedi.
• Controllando il peso.
Il peso è strettamente collegato al tipo di alimentazione e all’attività fisica svolta: il giusto peso deriva dal giusto equilibrio tra le calorie introdotte con l’alimentazione e quelle spese con l’attività fisica.

Serve impegno , ma certamente ne varrà la pena !

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter, verrai informato su tutte le nostre offerte e attività
Privacy e Termini di Utilizzo
VI INFORMIAMO CHE QUESTO SITO NON UTILIZZA COOKIES DI PROFILAZIONE